La Cristoffanini è qualificata per eseguire le procedure previste dalla normativa vigente per il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi fissi automatici di rivelazione antincendio.

MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI DI RIVELAZIONE INCENDI SECONDO UNI 11224 E UNI 9795.


La normativa UNI 9795:2013 prevede la manutenzione periodica degli impianti di rivelazione, con contestuale compilazione del registro di intervento a carico del titolare dell’attività, firmato dai preposti che operano la sorveglianza e la manutenzione.Sul registro devono essere annotate le prove eseguite, i guasti, le cause e gli eventuali provvedimenti adottati e gli interventi da adottare in caso di incendio.Sul registro devono essere segnalati tutti i lavori svolti sia direttamente sull’impianto di rivelazione e la sua componentistica, sia altri lavori che, riguardando variazioni d’uso dell’attività, ristrutturazioni o modifiche strutturali, possano influire sull’efficienza e sull’adeguatezza degli impianti di rivelazione preinstallati.In caso di intervento dell’impianto di rivelazione a seguito di incendio o principio di incendio, occorrerà specificare nel dettaglio cause, modalità ed estensione del sinistro. In linea generale deve essere annotato nel registro antincendio qualunque informazione utile per valutare l’efficienza del sistema di rivelazione.

LA NORMA UNI 11224.


La manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi è trattata in dettaglio dalla norma UNI 11224:2019. La norma riporta le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico dei sistemi di rivelazione, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione d’incendio nuovi e preesistenti.La norma UNI 11224 non prevede azioni correttive per gli impianti non conformi alla regola dell’arte, limitandosi alla verifica della funzionalità degli impianti stessi; scopo delle attività di manutenzione è la verifica della funzionalità dell’installazione e non la sua efficacia, per la quale si rimanda al disposto della norma UNI 9795:2013.La UNI 11224 prevede, oltre al controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione incendi.

IL CONTROLLO INIZIALE.


Il controllo iniziale, come pure il successivo controllo semestrale, deve essere effettuato da tecnico qualificato, cioè da persona provvista di esperienza specifica in materia e conoscenza dell’impianto, incaricato dal titolare dell’attività.Il controllo iniziale presuppone la disponibilità dei documenti dell’impianto. Progetto as built e dichiarazione di conformità, logiche di funzionamento di impianto e centrale ecc.In caso fossero riscontrate variazioni intervenute sull’impianto, che ne comportino la riprogettazione, queste dovranno essere segnalate al titolare dell’attività responsabile dell’impianto.Le attività previste dal controllo iniziale sono le seguenti: verificare la rispondenza dell’impianto al progetto; verificare la funzionalità della centrale; verificare la conformità della posa in opera alla norma CEI 64-8 ove applicabile; verificare i collegamenti elettrici e meccanici; verificare l’assenza di influenze ambientali sui percorsi dei cavi; verificare l’esecuzione a regola d’arte di curve e giunzioni; verificare la stabilità dei collegamenti e il fissaggio dei morsetti; verificare l’efficienza e l’autonomia dell’alimentatore e delle batterie. Attivare il 100% dei rivelatori e pulsanti, verificando l’accensione del led sul rivelatore, la segnalazione dello stato di allarme sulla centrale, l’attivazione delle segnalazioni ottico-acustiche nell’impianto, l’attivazione dei comandi previsti ivi compresi quelli antincendio, la trasmissione remota dell’allarme se presente Verificare che le segnalazioni provenienti da rivelatori e pulsanti di allarme riportino correttamente nome, indirizzo, zona e posizione di pulsanti e rivelatori, e che gli stessi corrispondano a a quanto previsto dal progetto. Verificare che le segnalazioni acustiche siano udibili in qualsiasi punto dell’ambiente protetto, anche nelle condizioni di massima rumorosità di fondo ambientale. rimuovere alcuni rivelatori a campione per verificare la corretta segnalazione dello stato di anomalia sulla centrale, indicante il rivelatore entrato in funzione; verificare l’attuazione dei comandi previsti dalla logica; verificare l’attivazione della segnalazione di trasmissione remota del guasto su display posto in zona presidiata oppure invio di segnalazioni radio o tramite ripetitore telefonico; interrompere il collegamento della linea con il dispositivo di comando stesso verificando la segnalazione dello stato di anomalia sulla centrale; verificare funzionalità e dell’efficienza delle batterie e della capacità di ricezione radio da parte di tutti i punti dell’impianto simulare la mancanza dell’alimentazione primaria di rete verificando l’efficacia del sistema di commutazione e l’adeguata segnalazione in centrale

LA SORVEGLIANZA.


L’attività di sorveglianza è svolta da personale aziendale adeguatamente informato. La sorveglianza consiste in un controllo visivo atto a riscontrare che non vi siano segnalazioni di anomalie in centrale o danni visibili nell’impianto; L’attività di sorveglianza comprende la verifica, con cadenza almeno mensile, che le parti di ricambio siano presenti nelle quantità previste.

IL CONTROLLO SEMESTRALE.


La fase di controllo presuppone l’effettuazione preventiva del controllo iniziale. Durante le operazioni di controllo periodico deve essere eseguito un controllo funzionale. Il controllo funzionale: In caso di sistema convenzionale deve essere testato il 100% dei dispositivi e degli azionamenti con cadenza semestrale In caso di sistema analogico indirizzato il controllo deve essere eseguito con frequenza variabile in funzione dell’anzianità dell’impianto: dalla consegna formale dell’impianto al sesto anno devono essere testati annualmente il 50% dei dispositivi, con un minimo di 2 interventi da eseguirsi a una distanza temporale non inferiore ai 5 mesi. L’anno successivo si deve effettuare il controllo del restante 50%. Dal settimo al dodicesimo anno devono essere testati annualmente il 100% dei dispositivi, con un minimo di 2 interventi da eseguirsi a una distanza temporale non inferiore ai 5 mesi. Dal tredicesimo anno l’impianto deve essere sottoposto alla verifica generale In linea di massima le altre operazioni del controllo semestrale coincidono con quelle previste dal controllo inziale come da elenco riportato sopra.

LA VERIFICA GENERALE DEL SISTEMA.


La verifica generale del sistema consiste in una serie di attività che devono essere esperite almeno ogni 12 anni. E’ necessario verificare in primo luogo la disponibilità delle parti di ricambio siano esse identiche oppure dichiarate dal produttore compatibili con quelle installate. Nel caso le parti di ricambio non fossero più disponibili sul mercato l’impianto non può più essere ripristinato in caso di futuro guasto. E’ necessario constatare che non vi siano state modifiche alle strutture o all’impianto tali da comportare la riprogettazione parziale o totale dello stesso. I rivelatori devono essere revisionati in fabbrica o sostituiti con rivelatori nuovi originali, o con altri modelli, purché dichiarati compatibili dal produttore dei rivelatori esistenti. Verifica della funzionalità con esecuzione di prova reale di funzionamento. Quanto richiesto sopra deve essere effettuato entro 6 anni, andando a verificare per ogni anno almeno 1/6 del totale dei punti di rivelazione

LA REGISTRAZIONE DELLE PROVE.


Le prove e i controlli effettuati devono essere formalizzati mediante la compilazione di appropriate liste di controllo. Una copia delle liste di controllo deve essere conservata dal responsabile del sistema e allegata al registro della manutenzione e dei controlli.
La competenza del nostro staff tecnico e la cortesia, sono da sempre le caratteristiche che ci contraddistinguono.

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